๐Ÿท ๐Œ๐š ๐ฏ๐จ๐ข ๐ฅ๐š ๐ฆ๐š๐ง๐ ๐ข๐š๐ญ๐ž ๐ฅ๐š ๐ฌ๐š๐ฅ๐ฌ๐ข๐œ๐œ๐ข๐š ๐œ๐ซ๐ฎ๐๐š? Immagina di prendere in mano quattro fette di pane appena sfornato, ancora caldo, la crosta dorata e croccante che si spezza con un suono cosรฌ soddisfacente da sembrare lโ€™applauso di un pubblico affamato. Dentro, la mollica รจ fumante, soffice e avvolgente, una nuvola fragrante pronta ad accogliere la sua compagna di peccato: ๐ฅ๐š ๐ฌ๐š๐ฅ๐ฌ๐ข๐œ๐œ๐ข๐š ๐œ๐ซ๐ฎ๐๐š. E qui inizia la magia. La salsiccia, un piccolo capolavoro di artigianato carnivoro, รจ turgida, succosa, un concentrato di piacere che profuma di spezie e promesse proibite. La sua consistenza รจ un mix perfetto tra la morbidezza e la resistenza, quasi una sfida ai denti, che devono affondare per liberare quella cascata di sapori intensi, piccanti, avvolgenti. Il grasso si scioglie lentamente al contatto con il calore del pane, creando un condimento naturale che impregna la mollica, rendendola umida e ancora piรน irresistibile. Ogni morso รจ unโ€™esplosione di gusto: il sale che stuzzica, il pepe che pizzica, il finocchio che danza sulla lingua come un ballerino impazzito. Non รจ una semplice merenda, รจ unโ€™esperienza sensoriale, un peccato di gola che sa di tradizione, di merende in campagna, di mani sporche e sorrisi soddisfatti. รˆ il fast food dei nonni, il panino senza regole, la gioia primordiale di chi sa che a volte la semplicitร  รจ la vera perfezione. ๐Ÿ‘‰ Questa in foto la trovate ๐๐š๐ฅ๐ฅ๐ž ๐Ÿ๐Ÿ ๐š๐ฅ๐ฅ๐ž ๐Ÿ๐Ÿ‘ ๐๐š ๐‘๐ฎ๐ฌ๐ญ๐ข๐œ๐š๐ง๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐Ÿ ๐ƒ๐š ๐‹๐ฎ๐œ๐š ๐ข๐ง ๐‚๐ž๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐’๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐œ๐จ ๐š ๐‹๐ฎ๐œ๐œ๐š #riccardofranchini_piatti #riccardofranchini_storie_di_cibo

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๐Ÿน ๐—•๐—ฎ๐—ฟ ๐—ฆ๐—ฝ๐—ผ๐—ฟ๐˜. ๐—ฆ๐—ฎ๐—ป ๐— ๐—ฎ๐—ฟ๐˜๐—ถ๐—ป๐—ผ ๐—ถ๐—ป ๐—™๐—ฟ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฑ๐—ฎ๐—ป๐—ฎ. I โ€œbarini di paeseโ€. Quei templi rurali dove il tempo sembra congelarsi, ma i drink? I drink sono unโ€™arte viva e pulsante, fatta di mani callose e cuore dโ€™acciaio. Ti lascio portare da unโ€™auto che lei beve poco tra le colline lucchesi, fino a San Martino in Freddana. Qui, lontano dalle luci stroboscopiche delle mode e dai finti bistrot con liste cocktail da venti pagine, cโ€™รจ il mitico Bar Sport. Questo non รจ il solito baretto da quattro soldi, oh no. Qui si gioca un campionato diverso, ragazzi. Entri e sai subito che sei a casa. Ma non aspettarti divanetti Instagrammabili o le playlist curate per le masse: ti siedi su sedie di legno che probabilmente erano lรฌ quando tuo nonno ordinava il primo spritz di provincia. รˆ il profumo del legno, lโ€™odore di gin che ti strappa dal torpore e ti fa capire che sei in un posto speciale. E poi cโ€™รจ Davide. Un bartender che non ha tempo per sciocchezze. Non รจ il solito hipster barista con la barba curata e i tatuaggi a caso. No, lui รจ un artista del cocktail. Ti guarderร  come per dire: โ€œVuoi un Negroni? Bene, te lo faccio come Dio comanda, ma prima siediti, respira, e preparati a sentire qualcosa che non hai mai provato.โ€ Un cocktail che non รจ solo alcol, รจ anima liquida. Se sei un amatore di gin, Bar Sport รจ la tua oasi nel deserto. La sua selezione di gin fa sembrare i bar di cittร  quasi dei dilettanti. E mentre sorseggi quel Negroni perfetto, senti il respiro della gente del posto, i discorsi autentici che riempiono lโ€™aria e si mischiano alla voce di Rete 4. Niente maschere, niente filtri, solo vita vera. Bar Sport non รจ un locale, รจ unโ€™idea, una filosofia. Un modo di ricordarti che nei paesini italiani, lontano dalla giungla di cemento, ci sono ancora posti dove tutto รจ ancora fatto con amore. Sรฌ, amico, San Martino in Freddana non รจ sul radar dei fighetti. Ma se hai il coraggio di uscire dalle rotte conosciute e provare qualcosa di vero, Bar Sport ti aspetta. E fidati: non tornerai piรน indietro, ma sappi che tutto quello che hai letto lo devi avere giร  dentro di te saperlo leggere saperlo sentire. ๐Ÿ‘‰ Bar Sport San Martino In Freddana ๐Ÿ“ SP1, 6, 55060 San Martino in Freddana – Monsagrati LU โ˜Ž 0583 38015 ๐Ÿ’ถ Cocktail 6-7 โ‚ฌ ๐Ÿธ #riccardofranchini_bar #riccardofranchini_aperitivo #riccardofranchini_luccaperiferia_aperitivo

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๐Ÿท ๐‚๐ซ๐จ๐ฌ๐ญ๐ข๐ง๐ข ๐œ๐จ๐ง ๐ข ๐…๐ž๐ ๐š๐ญ๐ข๐ง๐ข. Se cโ€™รจ una cosa su cui i toscani non transigono oltre al vino buono e al campanilismo , รจ il cibo. E tra le gemme della nostra tradizione culinaria, brillano con luce propria i crostini toscani con i fegatini di pollo. No, non sono semplici crostini. Sono un rito, un simbolo, una dichiarazione dโ€™amore alla cucina rustica e senza fronzoli. Chiunque abbia mai messo piede in Toscana sa che non si puรฒ scampare al loro richiamo. Ti siedi in unโ€™osteria, ordini un antipasto misto, ed eccoli lรฌ, trionfanti, a sfidare il tuo palato con il loro sapore deciso. I crostini toscani non si presentano con garbo: loro irrompono sulla scena, conquistano il tavolo e fanno capire subito chi comanda. ๐”๐งโ€™๐š๐ง๐ญ๐ข๐œ๐ก๐ข๐ญ๐šฬ€ ๐๐š ๐ฌ๐ญ๐š๐ซ: ๐๐š๐ข ๐‘๐จ๐ฆ๐š๐ง๐ข ๐š๐ข ๐›๐š๐ง๐œ๐ก๐ž๐ญ๐ญ๐ข ๐ฆ๐ž๐๐ข๐ž๐ฏ๐š๐ฅ๐ข Pensavi che il crostino fosse unโ€™invenzione recente, tipo lโ€™avocado toast milanese ? Sbagliato di grosso! I crostini affondano le loro radici addirittura nellโ€™antica Roma. Durante i banchetti imperiali, la gente mangiava senza piatti individuali (altro che fine dining!) e usava il pane per raccogliere intingoli e salse. Unโ€™idea tanto geniale da sopravvivere al crollo dellโ€™Impero e arrivare dritta nel Medioevo, quando i toscani la presero e la fecero loro, trasformandola in unโ€™arte. La vera svolta avvenne nelle case contadine: con poco da mettere in tavola, non si buttava via niente. Il pane raffermo veniva bagnato con brodo o vino, e sopra ci finivano le frattaglie di pollo, quelle che i signori scartavano con disgusto. Ma i contadini non si persero dโ€™animo, anzi: con lโ€™aggiunta di acciughe, capperi e vino, resero quei fegatini un capolavoro di gusto. E come ogni cosa buona, anche i nobili se ne accorsero. Cominciarono a servire i crostini nelle loro cene di lusso, perchรฉ diciamocelo: i ricchi amano fingersi umili, purchรฉ il piatto sia preparato da qualcun altro. ๐”๐ง ๐ฏ๐ข๐š๐ ๐ ๐ข๐จ ๐ง๐ž๐ฅ ๐ ๐ฎ๐ฌ๐ญ๐จ (๐ž ๐ง๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž ๐ข๐ง๐Ÿ๐ข๐ง๐ข๐ญ๐ž ๐๐ข๐ฌ๐œ๐ฎ๐ฌ๐ฌ๐ข๐จ๐ง๐ข ๐ฌ๐ฎ๐ฅ ๐ฏ๐ข๐ง๐จ ๐ž ๐ฌ๐ฎ๐ฅ ๐ฉ๐š๐ง๐ž) Non esiste unโ€™unica versione del crostino toscano, e chiunque sostenga il contrario probabilmente sta litigando con un altro toscano sulla scelta del vino da usare. Cโ€™รจ chi lo bagna nel brodo, chi usa il Marsala, chi aggiunge il sedano, chi la milza, e chi mette il pepe nero in quantitร  per far piangere gli ospiti. E poi ci sono i puristi della tradizione, quelli che se sbagli anche solo un passaggio ti guardano con disprezzo, come se avessi insultato la loro amante. Ma alla fine, lโ€™unica cosa certa รจ che i crostini toscani sono immortali. Sono lโ€™antipasto perfetto per ogni occasione, dal pranzo della domenica alla cena improvvisata con gli amici. Sono la dimostrazione che con pochi ingredienti e un poโ€™ di ingegno si possono creare piatti straordinari. E, soprattutto, sono una scusa in piรน per aprire una bottiglia di vino. ๐Ÿท Quelli in foto sono quelli che ho mangiato nella ๐“๐ซ๐š๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐š ๐’๐š๐ง๐ญโ€™๐€๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐ข๐ง๐จ in Centro a ๐…๐ข๐ซ๐ž๐ง๐ณ๐ž. #Riccardofranchini_storie_di_cibo #riccardofranchini_piatti

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๐Ÿ”ฅ ๐ˆ ๐“๐ž๐ฌ๐ญ๐ข ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐‹๐ฎ๐ง๐ข๐ ๐ข๐š๐ง๐š: ๐‚๐ฎ๐ฌ๐ญ๐จ๐๐ข ๐๐ข ๐ฎ๐งโ€™๐€๐ซ๐ญ๐ž ๐Œ๐ข๐ฅ๐ฅ๐ž๐ง๐š๐ซ๐ข๐š Cโ€™รจ una terra, incastonata come un gioiello tra Toscana, Liguria ed Emilia Romagna, dove le tradizioni non sono solo un retaggio del passato, ma unโ€™arte viva e pulsante. Qui, tra borghi di pietra e vallate incantate, una cottura antica come le stelle plasma i sapori: รจ la cottura โ€œal testoโ€. Questo non รจ solo un metodo, ma una sinfonia culinaria, una danza primordiale tra fuoco, ghisa e mani esperte. ๐‚๐จ๐ฌโ€™๐žฬ€ ๐ข๐ฅ ๐“๐ž๐ฌ๐ญ๐จ: ๐”๐ง๐š ๐‘๐ž๐ฅ๐ข๐ช๐ฎ๐ข๐š ๐๐ข ๐…๐จ๐ซ๐ ๐ข๐š ๐ž ๐…๐ฎ๐จ๐œ๐จ Il testo รจ un utensile dal fascino arcano, un oggetto che sembra uscito da un museo etrusco o da unโ€™epopea romana. Oggi รจ fatto di ghisa, ma un tempo era plasmato in terracotta, fragile e poetico come una ceramica giapponese. Si compone di due elementi: il sottano, la base robusta, e il soprano, un coperchio conico che sembra un cappello medievale. Insieme formano una sorta di scrigno alchemico, pronto a trasformare ingredienti semplici in capolavori culinari. Ma attenzione: il testo non si limita a essere un oggetto. รˆ il protagonista di un teatro allโ€™aperto chiamato โ€œCucina Neraโ€. Un nome che suona come una fiaba gotica, ma che in realtร  designa uno spazio dedicato al fuoco e alla brace, dove il fumo danza sulle pareti annerite e il profumo di legna di castagno e faggio avvolge tutto. Qui, il testo si arroventa fino a diventare incandescente, un guerriero pronto per la battaglia del gusto. ๐ˆ๐ฅ ๐“๐ž๐ฌ๐ญ๐š๐ซ๐จ๐ฅ๐จ: ๐ˆ๐ฅ ๐‘๐ž ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž ๐“๐ซ๐š๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข ๐‹๐ฎ๐ง๐ข๐ ๐ข๐š๐ง๐ž๐ฌ๐ข Tra i piatti che nascono da questa magia, il piรน celebre รจ il testarolo. Non aspettatevi qualcosa di elaborato: questo รจ un inno alla semplicitร , un quadro minimalista in cui farina, acqua e sale si uniscono per creare un disco sottile di pasta. Una volta cotto, il testarolo viene tagliato in losanghe e immerso in acqua bollente per pochi istanti. Come unโ€™opera di Caravaggio, il suo sapore si rivela semplice ma profondo, tradizionalmente condito con olio e formaggio grattugiato o, per i piรน audaci, con pesto ligure. ๐“๐จ๐ซ๐ญ๐ž, ๐„๐ซ๐›๐ž ๐ž ๐…๐จ๐ ๐ฅ๐ข๐ž ๐๐ข ๐‚๐š๐ฌ๐ญ๐š๐ ๐ง๐จ: ๐‹๐š ๐๐จ๐ž๐ฌ๐ข๐š ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐“๐ž๐ซ๐ซ๐š Se il testarolo รจ il re, la torta dโ€™erbi รจ la regina, vestita di erbette selvatiche e racchiusa in una sfoglia sottile come il velluto. Ogni famiglia ha la sua versione, un segreto tramandato come una melodia popolare. Le erbette, tagliate e condite, si adagiano tra due veli di pasta e vengono cotte nel testo, magari su foglie di castagno, un tocco che conferisce unโ€™aroma boschivo e primordiale. รˆ come se la natura stessa partecipasse alla ricetta, dipingendo un quadro impressionista di sapori. ๐‚๐š๐ซ๐ง๐ข, ๐๐š๐ง๐ข ๐ž ๐’๐จ๐ซ๐ฉ๐ซ๐ž๐ฌ๐ž: ๐ˆ๐ฅ ๐“๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐œ๐จ๐ฆ๐ž ๐…๐จ๐ซ๐ง๐จ ๐”๐ง๐ข๐ฏ๐ž๐ซ๐ฌ๐š๐ฅ๐ž Non finisce qui. Il testo รจ un artista poliedrico, capace di cuocere carni succose e fragranti, come lโ€™Agnello di Zeri, presidio Slow Food. Immaginate la carne, condita con olio, aglio, rosmarino e salvia, che sfrigola lentamente, mentre il vapore mantiene il cuore tenero e saporito. E poi cโ€™รจ il pane, la focaccia, la pizza, che escono croccanti fuori e soffici dentro, come se avessero appena ricevuto la benedizione del fuoco. ๐”๐ง ๐•๐ข๐š๐ ๐ ๐ข๐จ ๐ง๐ž๐ฅ ๐“๐ž๐ฆ๐ฉ๐จ: ๐‹๐ž ๐Ž๐ซ๐ข๐ ๐ข๐ง๐ข ๐๐ž๐ฅ ๐“๐ž๐ฌ๐ญ๐จ Le radici del testo affondano nellโ€™Antica Roma, dove il testum era un vaso di terracotta usato per cuocere il pane e altre pietanze. Nel Medioevo, lo ritroviamo in Lunigiana, documentato giร  nel XIV secolo. Originariamente in argilla, divenne di ghisa nellโ€™Ottocento, quando si cercava un materiale piรน resistente. Oggi, le famiglie e i ristoratori lo usano ancora, un simbolo di continuitร  che unisce passato e presente. ๐‹โ€™๐€๐ซ๐ญ๐ž ๐๐ž๐ฅ ๐“๐ž๐ฌ๐ญ๐จ: ๐“๐ซ๐š ๐“๐ซ๐š๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ž ๐…๐ฎ๐ญ๐ฎ๐ซ๐จ La cottura al testo รจ un sapere antico, ma non si tratta solo di nostalgia. In Lunigiana, cooperative e giovani imprenditori stanno riportando in vita questa tradizione, aprendo laboratori artigianali e organizzando eventi per tramandare questo patrimonio. Il testo non รจ solo uno strumento di cottura, ma un simbolo di identitร , un ponte tra generazioni. ๐”๐ง ๐ˆ๐ง๐ฏ๐ข๐ญ๐จ ๐š๐ฅ๐ฅ๐š ๐’๐œ๐จ๐ฉ๐ž๐ซ๐ญ๐š Visitare la Lunigiana รจ unโ€™esperienza che coinvolge tutti i sensi. Mentre il profumo della legna bruciata impregna lโ€™aria e i sapori dei piatti tradizionali esplodono in bocca, si capisce che il testo non รจ solo un oggetto. รˆ una poesia fatta di ferro e fuoco, unโ€™opera dโ€™arte vivente che racconta la storia di un territorio e della sua gente. Perciรฒ, se passate da queste terre, lasciatevi conquistare da questa danza di sapori: il testo vi aspetta, pronto a scrivere il prossimo capitolo della sua leggenda. In foto lโ€™ ๐€๐ ๐ซ๐ข๐ญ๐ฎ๐ซ๐ข๐ฌ๐ฆ๐จ ๐‹๐š ๐•๐ž๐œ๐œ๐ก๐ข๐š ๐‚๐š๐ฌ๐œ๐ข๐ง๐š a ๐“๐š๐ซ๐š๐ฌ๐œ๐จ Nella pagina FB ๐‹๐ฎ๐ง๐ข๐ ๐ข๐š๐ง๐š ๐–๐จ๐ซ๐ฅ๐ sarete aggiornati ogni giorno su queste terre. #riccardofranchini_storie_di_cibo

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