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๐น ๐๐ฎ๐ฟ ๐ฆ๐ฝ๐ผ๐ฟ๐. ๐ฆ๐ฎ๐ป ๐ ๐ฎ๐ฟ๐๐ถ๐ป๐ผ ๐ถ๐ป ๐๐ฟ๐ฒ๐ฑ๐ฑ๐ฎ๐ป๐ฎ. I โbarini di paeseโ. Quei templi rurali dove il tempo sembra congelarsi, ma i drink? I drink sono unโarte viva e pulsante, fatta di mani callose e cuore dโacciaio. Ti lascio portare da unโauto che lei beve poco tra le colline lucchesi, fino a San Martino in Freddana. Qui, lontano dalle luci stroboscopiche delle mode e dai finti bistrot con liste cocktail da venti pagine, cโรจ il mitico Bar Sport. Questo non รจ il solito baretto da quattro soldi, oh no. Qui si gioca un campionato diverso, ragazzi. Entri e sai subito che sei a casa. Ma non aspettarti divanetti Instagrammabili o le playlist curate per le masse: ti siedi su sedie di legno che probabilmente erano lรฌ quando tuo nonno ordinava il primo spritz di provincia. ร il profumo del legno, lโodore di gin che ti strappa dal torpore e ti fa capire che sei in un posto speciale. E poi cโรจ Davide. Un bartender che non ha tempo per sciocchezze. Non รจ il solito hipster barista con la barba curata e i tatuaggi a caso. No, lui รจ un artista del cocktail. Ti guarderร come per dire: โVuoi un Negroni? Bene, te lo faccio come Dio comanda, ma prima siediti, respira, e preparati a sentire qualcosa che non hai mai provato.โ Un cocktail che non รจ solo alcol, รจ anima liquida. Se sei un amatore di gin, Bar Sport รจ la tua oasi nel deserto. La sua selezione di gin fa sembrare i bar di cittร quasi dei dilettanti. E mentre sorseggi quel Negroni perfetto, senti il respiro della gente del posto, i discorsi autentici che riempiono lโaria e si mischiano alla voce di Rete 4. Niente maschere, niente filtri, solo vita vera. Bar Sport non รจ un locale, รจ unโidea, una filosofia. Un modo di ricordarti che nei paesini italiani, lontano dalla giungla di cemento, ci sono ancora posti dove tutto รจ ancora fatto con amore. Sรฌ, amico, San Martino in Freddana non รจ sul radar dei fighetti. Ma se hai il coraggio di uscire dalle rotte conosciute e provare qualcosa di vero, Bar Sport ti aspetta. E fidati: non tornerai piรน indietro, ma sappi che tutto quello che hai letto lo devi avere giร dentro di te saperlo leggere saperlo sentire. ๐ Bar Sport San Martino In Freddana ๐ SP1, 6, 55060 San Martino in Freddana – Monsagrati LU โ 0583 38015 ๐ถ Cocktail 6-7 โฌ ๐ธ #riccardofranchini_bar #riccardofranchini_aperitivo #riccardofranchini_luccaperiferia_aperitivo
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๐ท ๐๐ซ๐จ๐ฌ๐ญ๐ข๐ง๐ข ๐๐จ๐ง ๐ข ๐ ๐๐ ๐๐ญ๐ข๐ง๐ข. Se cโรจ una cosa su cui i toscani non transigono oltre al vino buono e al campanilismo , รจ il cibo. E tra le gemme della nostra tradizione culinaria, brillano con luce propria i crostini toscani con i fegatini di pollo. No, non sono semplici crostini. Sono un rito, un simbolo, una dichiarazione dโamore alla cucina rustica e senza fronzoli. Chiunque abbia mai messo piede in Toscana sa che non si puรฒ scampare al loro richiamo. Ti siedi in unโosteria, ordini un antipasto misto, ed eccoli lรฌ, trionfanti, a sfidare il tuo palato con il loro sapore deciso. I crostini toscani non si presentano con garbo: loro irrompono sulla scena, conquistano il tavolo e fanno capire subito chi comanda. ๐๐งโ๐๐ง๐ญ๐ข๐๐ก๐ข๐ญ๐ฬ ๐๐ ๐ฌ๐ญ๐๐ซ: ๐๐๐ข ๐๐จ๐ฆ๐๐ง๐ข ๐๐ข ๐๐๐ง๐๐ก๐๐ญ๐ญ๐ข ๐ฆ๐๐๐ข๐๐ฏ๐๐ฅ๐ข Pensavi che il crostino fosse unโinvenzione recente, tipo lโavocado toast milanese ? Sbagliato di grosso! I crostini affondano le loro radici addirittura nellโantica Roma. Durante i banchetti imperiali, la gente mangiava senza piatti individuali (altro che fine dining!) e usava il pane per raccogliere intingoli e salse. Unโidea tanto geniale da sopravvivere al crollo dellโImpero e arrivare dritta nel Medioevo, quando i toscani la presero e la fecero loro, trasformandola in unโarte. La vera svolta avvenne nelle case contadine: con poco da mettere in tavola, non si buttava via niente. Il pane raffermo veniva bagnato con brodo o vino, e sopra ci finivano le frattaglie di pollo, quelle che i signori scartavano con disgusto. Ma i contadini non si persero dโanimo, anzi: con lโaggiunta di acciughe, capperi e vino, resero quei fegatini un capolavoro di gusto. E come ogni cosa buona, anche i nobili se ne accorsero. Cominciarono a servire i crostini nelle loro cene di lusso, perchรฉ diciamocelo: i ricchi amano fingersi umili, purchรฉ il piatto sia preparato da qualcun altro. ๐๐ง ๐ฏ๐ข๐๐ ๐ ๐ข๐จ ๐ง๐๐ฅ ๐ ๐ฎ๐ฌ๐ญ๐จ (๐ ๐ง๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ข๐ง๐๐ข๐ง๐ข๐ญ๐ ๐๐ข๐ฌ๐๐ฎ๐ฌ๐ฌ๐ข๐จ๐ง๐ข ๐ฌ๐ฎ๐ฅ ๐ฏ๐ข๐ง๐จ ๐ ๐ฌ๐ฎ๐ฅ ๐ฉ๐๐ง๐) Non esiste unโunica versione del crostino toscano, e chiunque sostenga il contrario probabilmente sta litigando con un altro toscano sulla scelta del vino da usare. Cโรจ chi lo bagna nel brodo, chi usa il Marsala, chi aggiunge il sedano, chi la milza, e chi mette il pepe nero in quantitร per far piangere gli ospiti. E poi ci sono i puristi della tradizione, quelli che se sbagli anche solo un passaggio ti guardano con disprezzo, come se avessi insultato la loro amante. Ma alla fine, lโunica cosa certa รจ che i crostini toscani sono immortali. Sono lโantipasto perfetto per ogni occasione, dal pranzo della domenica alla cena improvvisata con gli amici. Sono la dimostrazione che con pochi ingredienti e un poโ di ingegno si possono creare piatti straordinari. E, soprattutto, sono una scusa in piรน per aprire una bottiglia di vino. ๐ท Quelli in foto sono quelli che ho mangiato nella ๐๐ซ๐๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐ ๐๐๐ง๐ญโ๐๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐ข๐ง๐จ in Centro a ๐ ๐ข๐ซ๐๐ง๐ณ๐. #Riccardofranchini_storie_di_cibo #riccardofranchini_piatti
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๐ฅ ๐ ๐๐๐ฌ๐ญ๐ข ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐ฎ๐ง๐ข๐ ๐ข๐๐ง๐: ๐๐ฎ๐ฌ๐ญ๐จ๐๐ข ๐๐ข ๐ฎ๐งโ๐๐ซ๐ญ๐ ๐๐ข๐ฅ๐ฅ๐๐ง๐๐ซ๐ข๐ Cโรจ una terra, incastonata come un gioiello tra Toscana, Liguria ed Emilia Romagna, dove le tradizioni non sono solo un retaggio del passato, ma unโarte viva e pulsante. Qui, tra borghi di pietra e vallate incantate, una cottura antica come le stelle plasma i sapori: รจ la cottura โal testoโ. Questo non รจ solo un metodo, ma una sinfonia culinaria, una danza primordiale tra fuoco, ghisa e mani esperte. ๐๐จ๐ฌโ๐ฬ ๐ข๐ฅ ๐๐๐ฌ๐ญ๐จ: ๐๐ง๐ ๐๐๐ฅ๐ข๐ช๐ฎ๐ข๐ ๐๐ข ๐ ๐จ๐ซ๐ ๐ข๐ ๐ ๐ ๐ฎ๐จ๐๐จ Il testo รจ un utensile dal fascino arcano, un oggetto che sembra uscito da un museo etrusco o da unโepopea romana. Oggi รจ fatto di ghisa, ma un tempo era plasmato in terracotta, fragile e poetico come una ceramica giapponese. Si compone di due elementi: il sottano, la base robusta, e il soprano, un coperchio conico che sembra un cappello medievale. Insieme formano una sorta di scrigno alchemico, pronto a trasformare ingredienti semplici in capolavori culinari. Ma attenzione: il testo non si limita a essere un oggetto. ร il protagonista di un teatro allโaperto chiamato โCucina Neraโ. Un nome che suona come una fiaba gotica, ma che in realtร designa uno spazio dedicato al fuoco e alla brace, dove il fumo danza sulle pareti annerite e il profumo di legna di castagno e faggio avvolge tutto. Qui, il testo si arroventa fino a diventare incandescente, un guerriero pronto per la battaglia del gusto. ๐๐ฅ ๐๐๐ฌ๐ญ๐๐ซ๐จ๐ฅ๐จ: ๐๐ฅ ๐๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐ซ๐๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข ๐๐ฎ๐ง๐ข๐ ๐ข๐๐ง๐๐ฌ๐ข Tra i piatti che nascono da questa magia, il piรน celebre รจ il testarolo. Non aspettatevi qualcosa di elaborato: questo รจ un inno alla semplicitร , un quadro minimalista in cui farina, acqua e sale si uniscono per creare un disco sottile di pasta. Una volta cotto, il testarolo viene tagliato in losanghe e immerso in acqua bollente per pochi istanti. Come unโopera di Caravaggio, il suo sapore si rivela semplice ma profondo, tradizionalmente condito con olio e formaggio grattugiato o, per i piรน audaci, con pesto ligure. ๐๐จ๐ซ๐ญ๐, ๐๐ซ๐๐ ๐ ๐ ๐จ๐ ๐ฅ๐ข๐ ๐๐ข ๐๐๐ฌ๐ญ๐๐ ๐ง๐จ: ๐๐ ๐๐จ๐๐ฌ๐ข๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐๐ซ๐ซ๐ Se il testarolo รจ il re, la torta dโerbi รจ la regina, vestita di erbette selvatiche e racchiusa in una sfoglia sottile come il velluto. Ogni famiglia ha la sua versione, un segreto tramandato come una melodia popolare. Le erbette, tagliate e condite, si adagiano tra due veli di pasta e vengono cotte nel testo, magari su foglie di castagno, un tocco che conferisce unโaroma boschivo e primordiale. ร come se la natura stessa partecipasse alla ricetta, dipingendo un quadro impressionista di sapori. ๐๐๐ซ๐ง๐ข, ๐๐๐ง๐ข ๐ ๐๐จ๐ซ๐ฉ๐ซ๐๐ฌ๐: ๐๐ฅ ๐๐๐ฌ๐ญ๐จ ๐๐จ๐ฆ๐ ๐ ๐จ๐ซ๐ง๐จ ๐๐ง๐ข๐ฏ๐๐ซ๐ฌ๐๐ฅ๐ Non finisce qui. Il testo รจ un artista poliedrico, capace di cuocere carni succose e fragranti, come lโAgnello di Zeri, presidio Slow Food. Immaginate la carne, condita con olio, aglio, rosmarino e salvia, che sfrigola lentamente, mentre il vapore mantiene il cuore tenero e saporito. E poi cโรจ il pane, la focaccia, la pizza, che escono croccanti fuori e soffici dentro, come se avessero appena ricevuto la benedizione del fuoco. ๐๐ง ๐๐ข๐๐ ๐ ๐ข๐จ ๐ง๐๐ฅ ๐๐๐ฆ๐ฉ๐จ: ๐๐ ๐๐ซ๐ข๐ ๐ข๐ง๐ข ๐๐๐ฅ ๐๐๐ฌ๐ญ๐จ Le radici del testo affondano nellโAntica Roma, dove il testum era un vaso di terracotta usato per cuocere il pane e altre pietanze. Nel Medioevo, lo ritroviamo in Lunigiana, documentato giร nel XIV secolo. Originariamente in argilla, divenne di ghisa nellโOttocento, quando si cercava un materiale piรน resistente. Oggi, le famiglie e i ristoratori lo usano ancora, un simbolo di continuitร che unisce passato e presente. ๐โ๐๐ซ๐ญ๐ ๐๐๐ฅ ๐๐๐ฌ๐ญ๐จ: ๐๐ซ๐ ๐๐ซ๐๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐ ๐ ๐ฎ๐ญ๐ฎ๐ซ๐จ La cottura al testo รจ un sapere antico, ma non si tratta solo di nostalgia. In Lunigiana, cooperative e giovani imprenditori stanno riportando in vita questa tradizione, aprendo laboratori artigianali e organizzando eventi per tramandare questo patrimonio. Il testo non รจ solo uno strumento di cottura, ma un simbolo di identitร , un ponte tra generazioni. ๐๐ง ๐๐ง๐ฏ๐ข๐ญ๐จ ๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐๐จ๐ฉ๐๐ซ๐ญ๐ Visitare la Lunigiana รจ unโesperienza che coinvolge tutti i sensi. Mentre il profumo della legna bruciata impregna lโaria e i sapori dei piatti tradizionali esplodono in bocca, si capisce che il testo non รจ solo un oggetto. ร una poesia fatta di ferro e fuoco, unโopera dโarte vivente che racconta la storia di un territorio e della sua gente. Perciรฒ, se passate da queste terre, lasciatevi conquistare da questa danza di sapori: il testo vi aspetta, pronto a scrivere il prossimo capitolo della sua leggenda. In foto lโ ๐๐ ๐ซ๐ข๐ญ๐ฎ๐ซ๐ข๐ฌ๐ฆ๐จ ๐๐ ๐๐๐๐๐ก๐ข๐ ๐๐๐ฌ๐๐ข๐ง๐ a ๐๐๐ซ๐๐ฌ๐๐จ Nella pagina FB ๐๐ฎ๐ง๐ข๐ ๐ข๐๐ง๐ ๐๐จ๐ซ๐ฅ๐ sarete aggiornati ogni giorno su queste terre. #riccardofranchini_storie_di_cibo
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