Articolo precedente 🍝 𝐀𝐦𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢𝐚𝐧𝐚: 𝐈𝐥 𝐓𝐫𝐢𝐨𝐧𝐟𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐆𝐮𝐬𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐏𝐢𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐈𝐜𝐨𝐧𝐢𝐜𝐨 L’Amatriciana non è solo un piatto, è un’ode alla goduria, una poesia di sapori che ti esplode in bocca e ti fa chiudere gli occhi dal piacere. Un abbraccio sapido e avvolgente che sa di casa, di trattoria, di tovaglie a quadri sporche di sugo e di forchettate rubate direttamente dalla padella. 𝐋𝐞 𝐎𝐫𝐢𝐠𝐢𝐧𝐢: 𝐓𝐫𝐚 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐋𝐞𝐠𝐠𝐞𝐧𝐝𝐚 Nata ad Amatrice, piccolo gioiello laziale, l’Amatriciana è la naturale evoluzione della Gricia, la versione “in bianco” che i pastori preparavano con guanciale e pecorino. Poi, un giorno, qualcuno ci ha messo il pomodoro, e bum! È nata la magia. Oggi è un monumento culinario che Roma ha adottato e trasformato in un simbolo della sua cucina verace e senza fronzoli. 𝐆𝐥𝐢 𝐈𝐧𝐠𝐫𝐞𝐝𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢: 𝐏𝐨𝐜𝐡𝐢, 𝐌𝐚 𝐒𝐚𝐜𝐫𝐢 Chiariamo subito una cosa: l’Amatriciana non si tocca. Non si fa con la pancetta, non si mette l’aglio, non si aggiunge la cipolla (al massimo a Roma qualche “eretico” la usa). Gli ingredienti veri sono solo cinque, e ciascuno è un pezzo di paradiso: • 𝐆𝐮𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐀𝐦𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞: croccante fuori, morbido dentro, con quel sapore irresistibile che sfrigola nella padella e manda profumi da capogiro. • 𝐏𝐨𝐦𝐨𝐝𝐨𝐫𝐨 𝐒𝐚𝐧 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐚𝐧𝐨: dolce, succoso, con quell’acidità perfetta per abbracciare il grasso del guanciale. • 𝐏𝐞𝐜𝐨𝐫𝐢𝐧𝐨 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐨 𝐃𝐎𝐏 : sapido, stagionato, un’esplosione di gusto che chiude il piatto con la sua spolverata generosa. • 𝐏𝐞𝐩𝐞𝐫𝐨𝐧𝐜𝐢𝐧𝐨: quanto basta per un leggero pizzicore che sveglia il palato senza strafare. • 𝐏𝐚𝐬𝐭𝐚: tradizione vuole i bucatini, ma anche i tonnarelli o gli spaghetti fanno il loro dovere. Questa in video è quella della 𝐓𝐚𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐌𝐢𝐫𝐚𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐚 𝐏𝐞𝐬𝐜𝐢𝐚 (𝐏𝐓) 🍝 #riccardofranchini_piatti #riccardofranchini_storie_di_cibo