www.facebook.com/share/p/16jNvhd3f7/
👆Prima di uscire mi mangio le 𝐎𝐥𝐢𝐯𝐞 𝐕𝐞𝐫𝐝𝐢. Come saranno buone, ma non per tutti.
Non c’è niente di gentile in un’oliva verde.
È salata, carnosa, un pugno in faccia nel bel mezzo di una giornata pigra.
Non ti chiede il permesso.
Ti guarda dritto negli occhi e dice: “Così si fa,esci vai vai al concerto”. Stasera a Lucca (17-7-25) sotto casa ho 𝐍𝐢𝐜𝐤 𝐂𝐚𝐯𝐞 …mica uno qualsiasi!
Le olive verdi sono come quella nonna siciliana che ti lancia uno sguardo che vale più di mille parole e ogni parola è un’imprecazione.
Sono il tipo di cosa che capisci solo quando smetti di fingere di sapere tutto.
Quando ti siedi, smetti di parlare, e lasci che siano loro a insegnarti.
Amarezza. Sale. Sole. Tempo.
Mangiarle dritte dal barattolo, alcol a portata di mano, mentre fuori c’è un tramonto che nessuno guarda davvero.
Oppure trovarle sul bancone sbrecciato di un bar di Livorno , buttate lì accanto a un gin scadente e a un uomo che ha vissuto troppo fra i container del porto.
Sono la resistenza in formato snack.
La memoria di mani rugose che le hanno raccolte una a una.
Un gusto antico, pre-cristiano, pre-civiltà.
Le olive nere sono facili.
Quelle verdi ti mettono alla prova.
E se non ti piacciono, sei tu il problema.
——-
#riccardofranchini_storie_di_cibo
