Articolo precedente ๐ท ๐๐ ๐๐๐ซ๐๐ฆ๐ฆ๐ ๐ง๐จ๐ง ๐ฬ ๐ฅ๐ ๐๐จ๐ฌ๐๐๐ง๐ ๐๐ก๐ ๐ญ๐ข ๐๐ฌ๐ฉ๐๐ญ๐ญ๐ข. ร ruvida, selvaggia, testarda. Qui si mangia per fame, non per scena. Cinghiale, pane raffermo, vino rosso che sa di polvere e sole. Ogni piatto รจ un pezzo di terra, sudore, memoria. Ecco i primi cinque piatti che mi vengono in mente e che in questi giorni vi mostrerรฒ dove gli ho provati. ๐. ๐๐๐ช๐ฎ๐๐๐จ๐ญ๐ญ๐ Non cโรจ nulla di piรน umile, nรฉ di piรน onesto. Lโacquacotta nasce dai pastori e dai carbonai, uomini che cucinavano con quello che avevano e non con quello che volevano. Cipolla, sedano, un filo dโolio che sa di oro verde, pane raffermo e un uovo appena colto, rotto sopra come un sigillo di dignitร . ร una zuppa, sรฌ. Ma anche una poesia. E ogni cucchiaio ti parla di sopravvivenza, di resilienza, di casa. ๐. ๐๐จ๐ซ๐ญ๐๐ฅ๐ฅ๐ข ๐๐๐ซ๐๐ฆ๐ฆ๐๐ง๐ข Questi non sono i classici ravioli che trovi nelle trattorie pettinate da Instagram. I tortelli maremmani sono grandi, quasi sfacciati, carichi di ricotta e bietole, e grondanti ragรน. Quando li addenti, senti lโeco delle nonne che li hanno chiusi a mano, parlando di pioggia, raccolti e uomini testardi. ร il tipo di piatto che non ti cambia la vita, ma te la ricorda. ๐. ๐๐ข๐ง๐ ๐ก๐ข๐๐ฅ๐ ๐ข๐ง ๐ฎ๐ฆ๐ข๐๐จ Il cinghiale qui non รจ solo un animale, รจ quasi una divinitร pagana. Venerato, cacciato, cucinato. La carne viene marinata a lungo nel vino, con ginepro, aglio e alloro, poi cotta lentamente finchรฉ non si arrende al sugo di pomodoro. Non รจ un piatto. ร un racconto epico di sangue, terra e vino. Se lo mangi in una sagra di paese, sotto le luci gialle e le voci che rimbalzano nei bicchieri, capisci che non serve altro. ๐. ๐๐๐จ๐ญ๐ญ๐ข๐ ๐ฅ๐ข๐ Immagina unโorgia carnivora, ma con grazia. La scottiglia รจ un miscuglio di carni che si cuociono insieme come se fossero nate per fondersi. Coniglio, pollo, manzo, maiale. Tutto in un unico calderone, in una danza lenta col pomodoro. Servita sul pane bruscato, รจ la Maremma che ti prende per la gola e ti sbatte in faccia la sua veritร : qui si mangia per vivere, e si vive per mangiare. ๐. ๐๐๐ซ๐๐ญ๐ญ๐ข ๐๐ข ๐๐ข๐ญ๐ข๐ ๐ฅ๐ข๐๐ง๐จ E poi arrivano loro, gli sfratti, che sembrano bastoni ma sono dolci, e portano con sรฉ una storia antica e struggente. Arrivano dalla comunitร ebraica di Pitigliano, che ha resistito tra queste colline come una sinfonia nascosta. Dentro: miele, noci, spezie, la memoria. Fuori: un guscio croccante e dorato. Mangiarlo รจ come leggere un libro scritto con farina e zucchero, dove ogni morso รจ una pagina dimenticata. โโ- #riccardofranchini_storie_di_cibo #riccardofranchini_maremma