Osteria All’Inferno. La Spezia

Osteria All’Inferno. Indirizzo: Via Lorenzo Costa, 3, 19121 La Spezia Telefono:0187 29458

La trovi in centro. Fra auto e parcheggi affollati.

Storica e sotterranea. Cantina. Mattoncini. Volte.

Apri la porta, scendi 5 scalini e ti trovi nel 1905.

All’Inferno.

Calda. Liquori sul banco. Grappe. Capelli bianchi. Gote rosse. Bicchierini in mano.

C’è chi gode bevendo. C’è chi gode mangiando.

Quadri, colori, voci. Corridoio del gusto dal sapore passato.

Cucina bianca, aperta. Signore cuoche e vapori.

Foto bianco e nero, piatti rossi sugo e siamo al nostro tavolo. L’ultimo. Il migliore.

Libri e bottiglie di vino.

Menù non c’è. La carta dei vini è negli scaffali. A vista.

Taccuino in mano il proprietario. Giovane. Il presente che rappresenta la storia.

Bianco della casa. Fresco leggero stuzzicante in brocca.

Rosso in bottiglia etichetta dallo scaffale. Caldo di alcool.

Menù a voce. Cucina ovviamente tipica ovviamente storica. Ovviamente spezzina.

Storica e spezzina come la mesciua, zuppa di legumi e cereali.

Tipica come le acciughe fritte.

Polpo patate e sugo!!!

Spaghetti rossi. Pomodoro e pesce. Ligure.

Noi?

Acciughe. Acciughe. Acciughe.

Fritte. Ripiene. In agrodolce cipolle e pinoli.

Acciughe come fossero fette di pane.

Piatti al centro del tavolo.

Mani a prendere code. L’unica parte che rimane.

Un morso un’acciuga un godimento.

Vino acciughe e parole.

Sei uomini al tavolo. 4 Spezzini 2 Lucchesi. Derby a suon di morsi.

Goliardia. Risate. Maglie rossonere. Ricordi bianconeri.

Calcio donne viaggi. Passato presente futuro.

C’è chi fa il bis di acciughe. Quelle in agrodolce.

Chi il bis di vino. Bianco e rosso.

La sala, anzi il corridoio è vivo. Coppie, donne. Giovani.

Donne caviglia nuda e tette in fuori sfilano. Noi bocca unta mordiamo acciughe.

La musica di sottofondo è di chi mangia, parla, esclama, si diverte e beve vino.

In piedi.  A sedere.

Non si fa difficoltà a fermarsi un attimo e immaginarla nel passato, pescatori dai calzoni di mare e maglie di vino.

Il nostro tavolo però non si ferma.

Piatti rossi di spaghetti muscoli.

Verrebbe la voglia di accompagnarli con il pane come facevano i nostri nonni.

Saporiti. Gustosi. Impregnati di gusto.

Finiti. Piatto rosso. Pane. Piatto bianco.

Il vino vuoto se ne va e torna pieno.

Per non rischiare 2 minuti senza, birra artigianale.

In tavola orata, polpo e acciughe ripiene.

Ci dividiamo gli ultimi bocconi e gli ultimi calici di vino.

Non ci rimane niente.

Ci rimane spazio solo per un po di crema pasticcera e dolci al cucchiaio.

Tempo del caffè.

Conto alla cassa. Grappe e liquori.

25 € a persona.

Sali 5 scalini e ti guardi indietro sapendo che ritornerai.

di Riccardo Franchini 

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