Ristorante Osteria Miranda. Lucca

Ristorante Miranda Indirizzo: Via dei Carrozzieri, Lucca LU Telefono:0583 952731

Ristorante Osteria Miranda. Calda legno candele bottiglie di vino. Scura atmosfera lampade. Verde. Raccolta nelle sue due stanze. Tavoli vicini che scaldano l’ambiente. I calici di vino schermi di vetro per movimenti di commensali.

Lo amo in inverno, quando i turisti chiassosi sono pochi. Quando la musica diventa anni ’30 e si concilia con le candele e le finestre separano caldo e inverno.

Non ho aspettato. Fine settembre.

Venerdì sera. Ore 20.45. Di solito amo le 21.30. Ma la sveglia il Sabato è alle 05.00.

Ci accoglie il proprietario. Entriamo insieme a otto ragazze. Lascio la precedenza a loro. Sono cavaliere. La donna va ammirata davanti e dietro.

Saletta numero uno.

Intorno il ristorante è quasi pieno. Alle 21.15 lo sarà completamente.

Tavolo fine di legno scuro. Lungo e stretto. Romantico. Tessuto bianco. Candela. Cerchio di rame.

Dietro di me bottiglie di vino. Libri. Davanti a me oltre la femmina altre bottiglie di vino. Ottima vista.

Finestre porte tende bianche.

Siamo fra due tavoli. A destra inglesi bianchi che divorano tordelli rossi. A sinistra bolognesi rossi che divorano un peposo del chianti nero. A tavola si diventa tutti solo commensali.

Menù in tavola.

Stuzzicante con poche portate che è sempre sinonimo di qualità. Pesce e carne.

La nostra scelta:

Lei

Timballino di pappa al pomodoro con fonduta di burrata.

Cannellone di pasta fresca ripieno di funghi porcini e battuta di pomodoro

Io

Tartar (e) di manzo battuta al coltello

Spaghetto “Senator Cappelli” con colatura di acciughe burrata e pangrattato.

Io non potevo rinunciare come sempre alla battuta al coltello. Qui è divina.

Le altre portate sono una nuova esperienza da condividere con chi mi sopporta.

Intanto la porta d’ingresso esplode un’altra raffica da otto di ragazze. Tutte lucchesi.

Sala numero due per loro.

Le finestre si spalancano e settembre entra dentro la sala.

Carta dei vini che fa il giro dell’Italia ma la Toscana se la gode appieno.

La mia scelta Bianco Pinot Terlaner

Intanto in sala vicino a noi.

Tavolo inglese annuisce ad ogni morso. Poi subentra la mia ignoranza inglese.

Tavolo bolognese scambio fra la carne di lui e lo spaghetto di lei.

“Senti spettacolo questo peposo”

Lei annuisce con l’i-phone amante in mano sinistra e porge il piatto spaghetto con mano destra.

Senza guardarlo.

Le otto ragazze sala uno si passano telefoni orecchini e parole. Altre pacchetto di fumo in mano curiosano dietro il vetro nero e bianco di riflessi respirando settembre e catrame.

Proprietario vino in mano.

Il rito.

Tre giri di mano, due scatti in su, tappo naso, calice vino, giro calice, naso calice, calice bocca.

Approvato. Cin cin . Degustato.

Primo calice. Secondo calice. La serata parte come deve partire. Goduta.

Pane e focaccia. E si stuzzica.

Il servizio in sala è gestito direttamente dai proprietari e da un maitre di sala tanto professionale quanto simpatico.

I piatti che volano e atterrano sono belli da vedere.

Con tempi giusti della cucina ecco i nostri due piatti.

Eleganti, bene presentati.

La lei degusta e approva il “”timballino”

Io con la mia tartare battuta al coltello godo. Fresca non invasa da salse o erbe, naturale, battuta giusta crosta di parmigiano a dividere, “goccino” d’olio a disegnare intorno per unioni strusciate e pennellate di carne che si unge con classe e finezza. Delicata sulla lingua stuzzicante al primo palato va giù con freschezza. Obbligatorio provarla.

Un calice di vino per abbinamento. Ideale.

Intanto in sala.

Gli inglesi sono al dessert. Un cucchiaino per uno che straborda crema.

I bolognesi sono al vino di chi ha gia avuto il conto. Lui lo finisce come si finisce l’acqua dopo un rapporto sessuale. “Veramente buono questo vino per essere della casa”.

Lei cerca risposte nella borsa con mano centrifuga. Lui parla da solo.

Anno nuovo non staranno più insieme.

Davanti a noi fra la femmina e le bottiglie di vino un nuovo tavolo. Lucchese pure questo. Tre coppie giovani di 50 anni. Parlano di cene degustazioni vini e recensioni tripadvisor.

Tavolo armonia di amicizia. Clienti abituali. Danno del tu al maitre e al menù.

Tavolo otto ragazze decimato. Una bottiglia di vino e cinque pacchetti di sigarette in otto.

Ognuno gode del peccato che preferisce. Le altre tre I-Phone.

Intanto il vino è a metà vita e preciso con i tempi di bacco arriva la seconda portata.

La lei occhio goduto come bambino nutella.

Il mio spaghetto ? Lo giro lo ribalto lo frullo. Cremoso.  Colata di acciughe che impregna il pan grattato, burrata crema delicata di acciughe. Lo trovo divino con il vino. Non complesso nei sapori ma lavora di fino con la gola, la sensazione al palato mentre mastico mi riporta nella consistenza a ricordi adolescenziali di pasta al burro e parmigiano preparata da mamma davanti a Capitan Harlock.

E’ un piacere masticarla. Peccato che a quell’età non bevevo vino.

I piatti sono da scarpetta e scarpetta fatta.

Bolognesi e inglesi hanno finito. Pagato. Andati.

Le otto ragazze andate hanno lasciato un tavolo troppo pieno di acqua.

Sono le 23.00. Carta dessert in tavola per noi.

L’occhio vede il primo e si ferma.

Birramisù. Amo il tiramisù. Qui hanno tolto il caffè e impregnato il biscotto di birra (Tennent’s?).

Lei è piena. Io anche lo fossi…. Mio. Due cucchiaini.

Nell’attesa il vino è a testa in giù affogato nel ghiaccio.

Ma ecco la birra ehm… il mascarpone.

Presentazione classica. A vederlo è uguale. Nasconde l’inganno.

Cucchiaino pieno e vai… e… via alla degustazione.

Tutti conoscete il tiramisù, questo è più delicato, meno aspro di caffè, quasi più elegante. Al primo cucchiaino la birra non si espone..al secondo poi terzo viene fuori. Divertente nella sua semplicità goduriosa e sfumatura alcolica.

Sono le 23.45. Conto al tavolo. 76 € il totale con vino. (Vino 19 €)

Volevo aspettare l’inverno per provarlo, lo riproverò ad Ottobre.

VEDI LE FOTO

di Riccardo Franchini

 

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