Ristorante Atman. Lamporecchio

Ristorante Atman Indirizzo: Via Borghetto, 1, 51017 Loc. Spicchio, Lamporecchio PT 

Telefono:0573 160 3051

Ristorante Atman Prenotazione ore 21.00.

Ore 19.00. Si parte con un aperitivo a Montecatini ricordi anni 80 famiglia passeggiate negozi e aste di quadri.

Montecatini 2015 aste per russe che si alternano con anziani silicone e “magnacci”di terre miste. Tristezza di una mancata personalità.

Calice di Pinot bianco. Finta eleganza. Finta musica. Vassoio buffet con patatine e cipster???!!!

Sono le 20.30 aperitivo finito.

Scappiamo. Ore 21.00 ci aspetta Atman ci aspetta Igles Corelli. Villa Rospigliosi (villa del ‘600).

Ore 21.20 arriviamo. I fari dell’auto illuminano la villa non si può che rimanere a bocca aperta.

Imponente maestosa ci sentiamo subito re e regina e respiriamo da subito che la serata sarà da ricordare.

Entriamo.

Salone di “entrée” da testa in sù con affreschi da non tirarla giù. Ma non abbiamo tempo.

Rumori di passi veloci che si intensificano ogni secondo. Completo grigio elegante il maitre di sala.

Buonasera. Benvenuti. Signor Franchini seguitemi.

Scendiamo le scale si apre una porta e ci troviamo in salone moderno elegante sette tavoli tre occupati da commensali il quarto il più romantico il più appartato attende noi. Divanetto a muro grigio. Tavolo bianco. Una U incastrata. Cucchiaio rosso. Firmato Igles. Luce bianca tubo nero.

In movimenti di eleganza ci spostano il tessuto.

Seduti.

Davanti a noi la cucina a vista. Un laboratorio di arte. Gli Chef con movimenti lenti e matematici colorano i piatti.

Artisti attaccati al soffitto. Crema bianco i colori.

A turno gli attori di sala ci danno il benvenuto, l’ultimo il sommelier, il racconta storie del vino ci offre uno champagne raccontandone nascita vita e bicchiere. Sognare e gustare senza averlo bevuto.

La prima ora è un godimento di champagne.

Un calice

Due calici

Tre calici

Quattro calici.

Sfacciati nel godere.

Ma con la musica faraonica da feste reali, l’atmosfera, l’eleganza attorno, le bollicine esaudivano idee impossibili ogni sorso in più.

Menù in tavola. Semplice bianco. Quattro degustazioni. Quattro percorsi. Uno vegetariano.

Quattro portate principali impreziosite da “omaggi” della cucina.

La scelta cade su due menù. Degustare il più possibile. Rinunciare il meno possibile.

Capriolo crudo pesce crudo fassona cinghiale piuma iberica frattaglie di polpo gelato cocomero riso ravioli gazpacho gamberi rossi in ordine sparso di memoria le 4 portate scelte.

I piatti non hanno parole, sono come donne. Vanno visti vanno masticati succhiati ingoiati.

Libro dei vini in tavola.

Sommelier.

Libro in mano come un prete sull’altare. Raccontato romanzato con passione vita e sapere. Rimaniamo affascinati. I cento vini al giorno degustati per una selezione unica e alla ricerca anche della piccola perla di vino.

I piatti hanno un percorso complicato dalla crudité di pesce al cinghiale. Obbligatorio ascoltare le sue parole i suoi consigli i suoi vini studiati per questi menù.

La sua scelta. Skerk. Malvasia nel cuore del Carso nella sua annata migliore.

Degustazione.

Temperatura di servizio non fredda per scelta, verrà gestito come un figlio dal sommelier inserito e tolto dal ghiaccio ad ogni portata per la giusta temperatura di abbinamento.

Sorprende. Rotondo frutta pesca affumicato. “Giustamente” dolce. Si sposerà in eterno con il pesce crudo. Il cinghiale non lo apprezza ma se lo “farà”. Attrazione fra opposti quando si toccano in bocca.

In tavola arriva il pane la focaccia. Olio ligure e sale di Cervia. Pane farina 1. Focaccia ligure ad impregnarsi di olio e sale la mia prima portata self service. Stellata.

In sala.

Coppie. Tavoli da due e da quattro  ma un uomo ha sempre davanti una donna.

Atmosfera ovattata, la musica bassa risalta, sembra tutto fermo con ombre grigie che sfumano lasciando scie bianche di piatti.

Rettangolo. La cucina. Un quadro. Di luce. Ombre nere. Leggero fumo. Verde a risucchiare. Azoto a fumare. Metallo forni e tempo rosso all’indietro.

Arrivano le entrée Gazpacho e battuta al coltello di fassona. Capisci subito che hai fatto bene a venire qui.

Con tempistiche perfette fatte di vino versato, briciole tolte e parole dette i piatti in tavola.

E’ un vedere degustare provare capire cercare sfumature di sapori pensare che si gode con il cibo tanto quanto la sua qualità. . Abbinare masticare sorseggiare pensare che senza vino di qualità non godi niente.

La cena va avanti il tempo passa le 22.30 le 23.30 le 00.30 le 01.30 con assaggi e omaggi dalla cucina. Parole ed esperienze con la sala.

La serata si conclude con elisir di passione e chicchi di cioccolata di dolcezza fruttata.

La sala è rimasta vuota. Approfittarsene per vedere quello non visto. Una villa da sogno. Una sala che è quanto di più elegante al momento abbia trovato. Un servizio che la sola stella non rende merito. Una cucina da maestro.

Scalinata a montare giardino auto. La porta si chiude. Ci lasciamo alle spalle una serata che si è sperduta nel sogno della notte e si è avvicinata al risveglio della mattina. Ci lasciamo alle spalle una villa un’atmosfera una cena …. da re e regina.

Prezzo quanto degustato 110 € a testa.

VEDI LE FOTO

di Riccardo Franchini

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