Ristorante Cantine Bernardini. Lucca

Cantine Bernardini Indirizzo: Via del Suffragio, 7, 55100 Lucca Telefono: 0583 494336

Prenotazione per le ore 21.15, anche questa volta un “aperitivo bianco” anticipa la cena.
Questa volta è stata selezionata l’Osteria Cantine Bernardini, osteria che si trova in un palazzo storico nel centro di Lucca.Il nome non tradisce, una scalinata suggestiva ci porta nell’interrato del palazzo, “sottoterra” illuminazione suggestiva,basso a volte che crea atmosfera, varie sale si aprono intorno a noi.
Come ormai consuetudine nel centro storico lucchese, nei ristoranti si respira aria internazionale. Veniamo accompagnati al nostro tavolo, panca a muro con cuscini rossi per me, sedia per la commensale che ha la fortuna di essere con me.
Menù e carta dei vini ci vengono portati insieme, come si conviene ma non sempre avviene,non da escludere la possibilità di scegliere prima il vino e di conseguenza il cibo da abbinarci.
Carta dei vini molto territoriale, lucchese e toscana, non usciamo dalla nostra regione, ma la selezione è interessante.
L’occhio va subito su un Chianti Classico con un ottimo rapporto qualità prezzo il Dievole 2009.
Dal menù da masticare, tartare di Manzo Profumata al Tabasco, Worchester Sauce e Cruditè, selezione di formaggi con miele e marmellata e tagliata classica con rucola e parmigiano per due.
Intanto il professionale e simpatico sommelier versa il Dievole per la degustazione, colore rosso rubino intenso con profumo fruttato, ciliegia per la commensale di fronte a me. note speziate, pepe e ginepro.
Al gusto e’ asciutto, con eccellente struttura e tannicità. Elegante e minerale.
L’acqua non è stata ordinata.
Turisti genovesi al tavolo di fronte a noi stanno lottando con cinque fiorentine (bistecche) con patatine fritte…fagioli al forno o cannellini sarebbe stata una scelta migliore.
Di fianco abbiamo una coppia tedesca, per loro tordelli lucchesi, i miei occhi approvano la loro scelta e il pensiero va alla loro cucina.
Che fortuna che hanno ad essere in vacanza. A Lucca.
Arriva la tartare di manzo e la degustazione dei formaggi, presentati bene e invitanti per gli occhi. Ci viene portato dell’ottimo olio delle colline lucchesi, olio di Pieve Santo Stefano. Un “goccino” sulla tartare un tocco di pepe e siamo pronti per un nuovo viaggio.
Tartare delicata, il tabasco si fa sentire in maniera elegante, l’olio impreziosisce la carne, il ritmo è regolare tre forchette e un sorso di Dievole, degustazione che merita i giusti tempi, certi piatti non vanno mangiati, ma degustati. La commensale di fronte a me “insuppa” i suoi formaggi in un ottima marmellata di arance e nel miele, il vino scelto “probabilmente” non è il giusto abbinamento per il suo piatto, ma lei asserisce che l’accostamento non è male (crederci o è educazione visto che decido sempre io il vino in base ai miei piatti?).
I camerieri portano via i piatti vuoti, i turisti, che hanno l’abitudine di iniziare a cenare, quando io sono allo specchio a darmi la gelatina prima di uscire per l’aperitivo, sono già al conto, fogli blu da venti arancioni da cinquanta volano fra le mani a volteggiare sotto le volte della cantina.
Continua la degustazione del Dievole, all’olfatto è complesso e ogni volta sembra nascondersi qualcosa di nuovo.
Arriva la tagliata in un vassoio di pietra, coperta da rucola e grana, anche in questo caso olio e pepe fanno il loro compito, la carne è saporita, ovviamente al sangue, il piatto è classico ma impreziosito dal vino.
La sala si è svuotata, siamo rimasti solo noi, ma la carta dei dolci e dei passiti chiede di essere chiamata.
Ordiniamo un calice di Passito Aleatico e un tortino con cuore di cioccolato e fragole. Gentilmente il sommelier ci offre un altro calice di passito, per la gioiosa disperazione della commnensale che dovrà “farsi” anche questa degustazione, meno male che casa è a 200 metri…
Il tortino di cioccolato caldo è ormai un classico degli ultimi anni nei dessert, questo comunque è fra i migliori assaggiati.
Il passito fa il suo compito e ci accompagna con l’ultimo sorso alla fine della cena.
Conto senza sorprese, 40 € a testa sono stata ben spese, pagamento alla cassa, personale gentile e preparato.
Saliamo le scale, c’è chi dondola, usciamo da sottoterra, il mondo sopra è sempre lì dove l’avevamo lasciato, per tre ore me ne ero scordato.

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di Riccardo Franchini 

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