Ristorante Antica Locanda di Sesto. Lucca

Antica Locanda di Sesto Indirizzo: Via Ludovica, 1660, 55100 Lucca LU Telefono:0583 578181

Dopo tre ristoranti che mi hanno deluso (difatti niente parole e foto nel sito), mi sono detto……stasera “poche seghe” andiamo sul sicuro. Martedì sera grigio di Novembre. Periferia di Lucca.

Voglia di un posto caldo, di cibo caldo, quello che riempie gola e mente.

Ore 20.37. Locanda dal 1368. Antica Locanda di Sesto.

Storia della tradizione lucchese e toscana, dalla vita alla cucina, dalla cucina ai nostri piatti.

Porta storica per chi ama andare sul sicuro.

Porta di entrata piena di etichette a ricordare ciò che già sai.

Qualità.

Entri e sei subito avvolto da un’atmosfera ovattata di famiglia, di sorrisi, di servizio elegante, di accoglienza e divisa, di pasta fatta in casa e messa in mostra, dolci torte. Colori invernali.

Biglietto da visita perfetto.

La scala che porta ai piani superiori, alla Locanda, ha il sapore immagine di storie da raccontare.

Tutto questo nella semplicità pulita di una Locanda di sostanza goduriosa. Niente fiocchi.

Entriamo in sala.

Bottiglie di vino, quadri storici. Legno chiaro pareti bianche legno scuro.  Piatti. Attrezzi contadini. Rame. Padelle di rame. Lampada circolare a soffitto ad illuminare il tutto con eleganza soffice e rilassante.

Ogni volta che vengo qua trovo lingue di terre straniere che incrociano lingue lucchesi.

Clientela distinta, precisa, di classe. Coppie. Affari. Amici.

Voce bassa per tutti.

Parlano il taglio di carne al tavolo. Lo spaghetto finito in sala. I Sommelier che osservano calici in movimento e ascoltano con il naso il vino.

Tavolo stoffa, calici e olio. Eleganza semplice.

Olio non qualsiasi, il loro e tutti i commensali a bagnare qualsiasi cosa sia commestibile.

Io anche la tovaglia.

Seduti.

Semplicità visiva, niente è moderno ma tutto è storico.

Menù in tavola.

Prezzi cibo ottimi. Da 7 €  a 12 € per antipasti e primi piatti. Da 10 a 16 € per le seconde portate. Dessert 5 €.

Carne e tartufo ovviamente  a peso.

Prezzi dei vini ottimi, ricarichi minimi e possibilità di vini al bicchiere oltre all’ottimo vino della casa.

La carta che offre?

Una carta stagionale e una per tutto l’anno e questo basta già per capire dove siamo.

Godere leggendo i piatti.

Tradizione eccelsa.

Tartufi, castagne, salsicce, zucca, carni rosse pregiate, baccalà, maiale. Verdure.

Dal tagliolino al tartufo alle salsicce con i rapini, dai ravioli alle castagne allo spaghetto pancetta e pecorino, dal baccalà arrosto alla bistecca fiorentina. Tartare di manzo e fritto toscano.

Tutte le paste fatte in casa da mani di rughe storiche come i piatti.

Qui non puoi non degustare la loro carne. Ma stasera si cambia.

Mi fermo. Mi è tornata fame.

Quindi anche sete.

Carta dei vini.

Trovate quello che cercate di ogni zona italiana utile al vino, fino ad arrivare con mia grande soddisfazione a Lucca.

Etichette di colline lucchesi. Qui le trovate quasi tutte, fino al loro vino “della casa” della Maolina, provato e goduto nelle precedenti cene.

Stasera si cambia.

Qualità prezzo emozionante. Calafata. Levato di Redola. Rosso. Uve colte a mano. Niente lieviti aggiunti. Speziato profondo.

In sala che vedo?

Tagli di carne ai tavoli per bistecche che sembrano le mura di Lucca, inglesi che divorano osso e carne, coppie tagliate di sangue, coppie di palistorti, poi fermo gli occhi perchè arriva un ottimo entrèe di bollicine abbinato a bruschetta calda e olio. Mamma mia.

Entrèe goduta come la merenda di una volta, al posto del succo d’arancia il succo di vino. Si cresce.

A proposito di vino.

Al centro della sala sta nascendo il nostro vino.

Vino “lavorato” e fatto nascere dal sommelier, degustazione e conferma.

Calice pieno.

Cin cin come sempre alla … vita o chiamatela come preferite.

Focaccia calda e croccante in tavola viene impregnata di olio fino a che.

Fino a che, fermi tutti, comincia la degustazione.

Carrello trasporta piaceri.

Forma di pecoringrana appena scavata e padella con spaghettoni monograno Felicetti che si stanno impregnando di guanciale morbido unto  croccante.

Lo spaghettone continua a impregnarsi.

Padella a saltare il tutto fino al rovescio del piacere dentro la forma di pecoringrana.

La pasta con movimenti circolari si culla di sapori scavati nel formaggio.

Grattare il pecorino, il grana,  inciderlo e girarlo sopra pasta e guanciale, scaglie che saltano ovunque, altro giro di sapori.

Il rovescio del piacere. Il pecorino si fonde.

Piatto fondo a ricevere il tutto. Servito.

Mangiato. Goduto.

Calafata accompagna il tutto e mezza vita per la bottiglia è finita.

Accanto a me i ravioli di castagne con guanciale di cinta senese, fanno godere la femmina come forse neanche io riuscirei. (Forse).

Rendersi conto di cosa sia godere con la gola.

Cin cin.

Cin cin.

Cin cin e arriva la seconda portata.

Tradizionale succosa e polposa come una donna di 50 anni da assaggiare. Salsicce con i rapini e fetta di pane croccante con olio ad accompagnare.

Alla degustazione è delicata leggera, non sovrasta il rapino ma lo accompagna. Morbida. Bagnarla con il vino e scambiarla con la donna accanto. Finirla.

Goduta.

Il piatto accanto?

Accanto a me lei si sta gustando un maialino di cinta senese con patate al forno, un cerchio di piacere morbidezza e croccantezza, il grasso si scioglie, il croccante ha spiccati sensi del piacere del “bruciacchiato”, le patate sono quelle dei ricordi della domenica, quelle della nonna, quelle che più buone non ci sono, quelle da pane da inzuppare e finire.

Calafata muore qui.

Noi no.

Possiamo non godere del dessert?

Uno in due di solito è la formula giusta. In questo caso no, era meglio due per uno.

Un cheese cake ai frutti di bosco che sembra gelato, si scioglie in bocca, i frutti di bosco freschi amplificano il loro sapore grazie alla delicatezza di ciò che li circonda e li affoga.

Per finire offerti dei “cantuccini” croccanti con nocciole morbide. Ovviamente finiamo anche quelli.

Amaro. Stop. Fine.

Non esiste tovaglia sporca non goduta.

La nostra sembra una tela di un pittore ubriaco, vino, olio, briciole, e unto ovunque astratte nel bianco.

Non esiste che non ci siate ancora venuti.

Venite. Godete.

VEDI LE FOTO

di Riccardo Franchini

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