Merenderia Vecchio Mulino. Garfagnana

Vecchio Mulino Indirizzo: Via Vittorio Emanuele, 12, 55032 Castelnuovo di Garfagnana Telefono:0583 62192

 

Vecchio Mulino. Oste Andrea Bertucci. Basterebbe questo per descrivere il piacere di una giornata a degustare eccellenze. Ore 13.35 parte il viaggio.

La porta si apre e si respira immediatamente l’aria genuina che può darti del pane di castagne un prosciutto bazzone tagliato a mano del buon vino lucchese e tanta voglia di godersene.

Appena entrati il tavolo del piacere è già pieno di persone che vogliono e sanno godere. Si parla si racconta si ricorda storie. Nessuno si conosce ma tutti si raccontano. Andrea Bertucci l’Oste prende il suo sgabello si sposta si fa spazio fra una persona e l’altra e coltello in mano taglia piacere da condividere con tutti.

Slow Food prodotti Slow Food. L’eccellenza. Ogni taglio è un racconto un aneddoto. La vita di colui che si fa tagliare.

Entriamo nella saletta a noi riservata. Prosciutti appesi e formaggi custoditi. Ferri del mestiere attaccati a pareti che sanno di storia.

Per bagnare questa giornata vino rosso. Vino rosso di Patron Romano, Montecucco e Le Cupole. Cinque bottiglie da godere.

Seduti.

Crostini con prodotti locali, insalata di farro e salmone affumicato per il benvenuto e per scaldarci, poi comincia lo spettacolo.

Lo spettacolo di Andrea Bertucci. Tutta la passione viene portata in tavola.

Sgabello e coltello in mano si mette seduto all’angolo del capotavola e comincia a tagliare, salsiccia mondiola salamino mortadella manzo di pozza prosciutto bazzone biroldo. In tavola arrivano torte salate calde, di farro di riso di patate. Polenta con olio. Polenta otto file della Garfagnana con pecorino fuso che fuma di piacere.

Il tavolo di legno sembra essere diventato il tavolo della vita. Ci si sporca camicie maglie, si ride e si parla mentre si mangia, nel tavolo macchie di vino, mani piene di grasso di prosciutto di salsiccia, le tovaglie di carta schizzate di rosso briciole di pane ovunque il legno si impregna di gioia colori e sapori.

Ore 16.35

Si degusta da tre ore ma siamo a metà giornata. Tanto deve essere ancora tagliato.

Pausa sigaretta quasi per tutti, nell’altra sala cambiano gli accenti, alcuni sono stranieri altri del nord, presenze eccellenti di chef stellati.

Chi non c’è è perché non sa.

Fuori sigaretta e storie da fumare, erbe da annusare, il coriandolo che sa di cimice e non lo convince. Viene usata da Ramsay in ogni piatto ci ricorda, quando andremo a Londra a New York o a Las Vegas ci faremo caso.

Torniamo in Garfagnana.

E’ il momento dei formaggi, prima i nostri della Garfagnana un percorso che viene accompagnato da confetture e miele di sua produzione ovviamente. E si sente. Poi ci spostiamo a Brescia con la degustazione di un ottimo Bagoss 48 mesi. Certe degustazioni le puoi fare in pochi posti.

Ma oggi andiamo oltre e quando lui ci propone qualcosa solo un pazzo ci rinuncerebbe.

“Volete assaggiare cinque formaggi francesi?”   Ovvio che si.

Si fa spazio, cinque piatti in cui scrive il nome dell’eccellenza che ci farà gustare, cinque formaggi, un viaggio ovviamente da seguire con logica gustativa, una partenza e un arrivo come ogni viaggio. Vino Le Cupole 15 gradi ad accompagnare.

Chi conosce i formaggi francesi conosce la loro forza gustativa, il sapore tagliente, la penetrazione per l’olfatto e gola. Degustazione che per molti viene accompagnata da pane per addolcire il cammino. Io ho goduto.

Ore 18.00

Il tavolo adesso sembra un quadro astratto di colori e sapori. Le bottiglie vuote i piatti vuoti, sedie che diventano sdraio, braccia indietro dei commensali. E’ stata consumata un’orgia sopra questo tavolo. Si annusa e si vede.

Ma sappiamo che non è finita.

Ci alziamo ripassiamo di nuovo nell’altra sala Andrea è intento a tagliare del prosciutto bazzone ne avrei mangiato ancora. Del buono non ci si stanca.

Boccata d’aria sole paglierino ed entriamo di nuovo. Al banco bicchieri di vino rosso per degustatori abitudinari della sera.

Andrea è pronto a tagliarci il dessert ed impregnarlo di liquore poi chicche di Dai Dai appena tolte dal frigo da scartare una ad una. Cavolo se si gode.

Ore 19.30 è l’ora dell’ aperitivo ma qui al Vecchio Mulino diventa sempre l’ora del caffè e della fine di un viaggio.

Un posto unico. Un Oste unico. Un viaggio unico.

VEDI LE FOTO

di Riccardo Franchini

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